Chi siamo "L'Iniziativa di Comunione"

 

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Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) ha iniziato a diffondersi in Italia nel 1971. Il primo Comitato Nazionale di Servizio (CNS), costituito nel 1977, decise di cambiare nome al RCC e di chiamarlo "Rinnovamento nello Spirito" (RnS). Da allora le due espressioni sono state usate per indicare la medesima corrente spirituale. La Conferenza Episcopale Italiana (CEI), nel gennaio del 1996, ha approvato lo statuto dell'Associazione privata di fedeli "Rinnovamento nello Spirito Santo". Dopo aver rinnovato l'approvazione "ad experimentum" il 18 marzo 1999, la CEI ha ora approvato lo Statuto in via definitiva. Questa approvazione è motivo di fraterna gioia per tutte le realtà del RCC italiano. Per evitare però ambiguità e confusioni è necessario distinguere il "Rinnovamento Carismatico o Rinnovamento nello Spirito" da una "Associazione privata". Si tratta di realtà ben diverse: la "corrente spirituale" rappresenta tutto il RCC, mentre l'"Associazione" non è che un'espressione particolare tra le altre. Infatti, come avviene per tutte le realtà associative, l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" può coordinare solo quei gruppi o comunità i cui membri dichiarano di voler operare attivamente nell'Associazione a norma dello statuto. In Italia nel corso di oltre vent'anni sono sorte, ad opera di sacerdoti e laici, oltre una sessantina di comunità, appartenenti al RCC, che non appartengono all'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo". Queste comunità sono autonome, hanno i loro responsabili e vivono un rapporto di comunione con i loro vescovi. Molte hanno ricevuto da tempo l'approvazione dei loro statuti.

essuna realtà carismatica può rifiutare la comunione senza negare se stessa, per questo è in atto da alcuni anni un processo di avvicinamento tra tutte le espressioni carismatiche per trovare le vie della riconciliazione e dell'unità. Questo impegno ha cominciato a dare frutti visibili e apprezzati da tutti, particolarmente dai vescovi.

I primi passi per un cammino effettivo di comunione tra le realtà carismatiche italiane risalgono al 1996 con la nascita dell'Iniziativa di Comunione nel Rinnovamento Carismatico Cattolico, libera associazione tra comunità carismatiche autonome, su idea del noto leader carismatico sanremese Gabriele De Andreis (che fu il primo Coordinatore Nazionale dell'IdC), il cui scopo fondamentale è promuovere la comunione tra tutte le espressioni appartenenti a questa "corrente spirituale" suscitata dallo Spirito Santo. L'IdC ha compiuto in questi otto anni di vita gesti concreti per per l'incremento della comunione:

1- Promozione del RCC mediante lo sviluppo delle sue prerogative originarie e la valorizzazione dei carismi esercitati in modo equilibrato per l'edificazione delle comunità e per l'evangelizzazione.

2- Rapporti con le comunità del RCC presenti in Italia con le quali è stato avviato il dialogo per un cammino di comunione.

3- Celebrazione di otto Convegni Nazionali di Comunione, a Fiuggi, Chianciano e San Giovanni Rotondo, con la partecipazione, in veste di relatori, di personalità di spicco internazionale.

4- Convegni zonali di comunione in varie località d'Italia.

5- Rapporti con l'Associazione RnS.

6- Rapporti con l'ICCRS, organismo internazionale, con sede in Vaticano, di servizio al RCC mondiale.

7- Rapporti con i vescovi.

L'IdC si propone di vivere la comunione su tre fondamentali livelli:

1- Comunione con lo Spirito Santo, che ha suscitato il RCC e sa che cosa deve essere e come dirigerlo, per cui ogni responsabile deve porsi necessariamente sotto la sua guida.

2- Comunione con i vescovi e il Papa.

3- Comunione con tutte le realtà carismatiche, nella consapevolezza che il RCC è uno nel pluralismo delle espressioni che evidenziano la ricchezza inesauribile dello Spirito ma non devono essere motivo di contrasti o divisioni.

Sulla base di queste tre forti motivazioni alla comunione l'IdC ha stabilito tre criteri per discernere l'orientamento verso la comunione da parte di ogni comunità, gruppo, associazione:

1- Appartenenza effettiva al RCC.

2- Volontà espressa di comunione con le altre realtà carismatiche.

3- Rapporto di dialogo, ubbidienza e comunione con il vescovo della Chiesa locale.

Le comunità aderenti rimangono pienamente autonome e libere di svolgere le proprie attività sia localmente che sul territorio nazionale.

L'autonomia di ogni comunità non solo è rispettata, ma è valorizzata nella consapevolezza che il RCC si sviluppa proprio grazie alla molteplicità dei doni e al pluralismo delle espressioni.

Ogni realtà carismatica che opera per attuare la comunione già è in sintonia con l'IdC, che vuole giungere al superamento delle divisioni che ancora permangono nel RCC.

In questo impegno incontra sempre più il favore dei vescovi delle Chiese locali. L'IdC non vuole porsi in contrapposizione o antagonismo con nessuna Espressione.

L'unico ruolo che l'IdC vuole svolgere è quello di promuovere, favorire, proporre la comunione nel RCC, sollecitando un cammino di comunione che porti a ricercare le vie della concordia, della fraternità tra tutti i componenti della grande "famiglia carismatica".

La comunione non si impone, ma si costruisce con il rispetto, l'accoglienza, la valorizzazione di ogni realtà carismatica aperta, coerente e disponibile al dialogo ed al confronto. E' riconoscendo la dignità di tutti i fratelli che fedelmente servono il Signore, in dialogo, comunione ecclesiale con i Pastori, che si passa dalle parole ai fatti, arrivando così a compiere gesti concreti di comunione.

Ogni realtà esprime l'inesauribile creatività della perenne Pentecoste in cui lo Spirito Santo effonde doni e carismi utili alla Chiesa che non può esserne privata perchè doni di Dio per l'utilità di tutti.

Lo Spirito Santo è la fonte di quell'originale dono seminato in ogni realtà carismatica, da Lui voluta e amata, ed è il Costruttore della comunione, sempre pronto a venire in aiuto alle nostre debolezze: la consapevolezza di questa Sua disponibilità sollecita tutti ad affrettare i passi per realizzare, nel rispetto delle differenze e delle legittime autonomie, un cammino proficuo, concreto e costruttivo.

 

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